Itinerari

Monte Cammarata

Istituita nel 2000, al fine di tutelare principalmente gli aspetti di vegetazione erbacea della parte sommitale del Cammarata, i numerosi altri rilievi che ricadono nell'area e per la conservazione della diversificata comunità avifaunistica presente, l'area della ex Riserva naè    urale di Monte Cammarata occupa una vasta superficie centro-orientale dei Monti Sicani, sviluppandosi per alcuni chilometri in direzione Est-ovest - tra l'abitato di Cammarata-San Giovanni Gemini e la Serra di Quisquina. Oltre al Cammarata, che con i suoi 1578 m s.l.m. è la più alta vetta del Parco, nell'area rientrano Monte Gemini (1392 m s.l.m.), Pizzo della Rondine (1246 m s.l.m.), Serra Quisquina (1139 m s.l.m.), Cozzo Panepinto (1045 m), Cozzo Minavento (991 m s.l.m.), Pizzo dell'Apa (893 m s.l.m.), rilievi, come il CammaBen rappresentati, ancora, i Mammiferi (Arvicola del Savi, Crocidura, Donnola, Gatto selvatico, Topo quercino, Volpe, Martora, Istrice, ecc.), gli Anfibi (Discoglosso, Rospo comune, ecc.) e i Rettili (Testuggine palustre, Colubro d'Esculapio, Biacco, Biscia dal collare, Emidattilo, Gongilo, Luscengola, Ramarro, ecc.).
Altri pregevoli ambienti ricompresi nell'area sono il Bosco di Buonanotte, composto prevalentemente da Querce e da varie specie introdotte, Monte Gemini, le Sorgenti dei Cacciatori e del Chirumbo, Portella dei Daini, Pizzo della Rondine e Serra di Quisquina, ove sono rappresentati considerevoli aspetti boschivi - ora a dominanza di Leccio, ora di Roverella - e di Macchia mediterranea. Questi ultimi due biotopi, in particolare, ospitano altri animali e piante importanti orari, quali l'Aquila del Boneffi e il Lanario, tra gli Uccelli; la Testuggine palustre siciliana e il Colubro liscio, tra i Rettili e tra le piante di interesse fitogeografico, l'Astro di Sorrentino, la Lavatera agrigentina, ilBagolaro, la Camomilla di Cupani ed un gran numero di Orchidacee. A986 metri d'altezza, immerso nella Serra della Quisquina, un querceto tra i più antichi e rigogliosi di questa parte del Parco, si erge il suggestivo Santuario di Santa Rosalia alla Quisquina, eretto, con l'annesso Convento, alla fine del Seicento, all'imbocco della profonda spelonca ove, secondo la tradizione, visse per circa dodici anni, intorno al )(ll secolo, Rosalia, figlia di Sinibaldo signore di Quisquina, prima di trasferirsi nella grotta cli Monte Pellegrino, a Palermo dove morì. Oggi trasformato in un museo che documenta la vita dei monaci che lo abitarono, il complesso annovera una piccola chiesa, ricca di pregevoli opere d'arte, tra le quali una statua della Santa, realizzata in un unico blocco di marmo, e un altare impreziosito da intarsi in marmo. Nei pressi è una Roverella monumentale ove, secondo la leggenda, Rosalia si recava per pregare e riscaldarsi al sole.

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